Con il gas naturale una mobilità realmente sostenibile
Intervista a Michele Ziosi - Direttore Consorzio NGV System
Quale contributo possono dare le aziende e le associazioni che fanno parte del Consorzio NGV System Italia all’evoluzione del sistema dei trasporti in un quadro di maggiore compatibilità ambientale?
L’aumento della domanda di mobilità che ha accompagnato lo sviluppo economico e sociale dell’Europa fino ai livelli attuali è avvenuto creando degli scompensi evidenti, quali un aumento della congestione delle strade e l’insorgere di problemi ambientali, specialmente nei centri urbani.La mobilità sostenibile è caratterizzata da molteplici fattori, declinati nella necessità del rinnovo del parco circolante, nel miglioramento delle tecnologie di prodotto, nell’evoluzione dei comportamenti individuali, nel controllo e gestione del traffico, nello sviluppo della qualità e dei sistemi di trasporto pubblico collettivo e sempre di più dovrà esserlo nella diffusione dell’utilizzo di combustibili alternativi e di biocombustibili.Il ruolo del gas naturale per l’autotrazione può creare le condizioni di una mobilità veramente sostenibile, perché il gas naturale ha in sè gli elementi che ne giustificano una possibile larga diffusione: una valenza positiva sia sul piano dei benefici ambientali, sia sotto l’aspetto economico, i due “ingredienti” principali dello sviluppo sostenibile.I veicoli alimentati a gas naturale, rispetto ai veicoli a benzina, emettono circa il 20% in meno di anidride carbonica (CO2) e producono minori emissioni di NOx, oltre a presentare il vantaggio della migliore qualità degli idrocarburi emessi e, rispetto ai veicoli diesel, non emettono particolato e producono emissioni di NOx inferiori di circa il 90%. Inoltre l’utente spende circa il 60% in meno rispetto alla benzina e quasi il 40% in meno rispetto al gasolio. Insomma, il gas naturale è una reale alternativa energetica ed è per questo che è considerato un combustibile “strategico” dall’Unione Europea.
Si parla molto di numero insufficiente di stazioni di servizio; qual è la situazione nel Paese? E rispetto al livello di affidabilità, c’è una corretta percezione da parte del grande pubblico?
Oggi l’impegno è evidente da parte dei costruttori di veicoli a gas naturale e la rete cresce anche sulle autostrade, ma ci sono ancora nodi da sciogliere che sono la conditio sine qua non per far uscire il gas naturale dal prestigioso, ma limitativo, ruolo di combustibile di nicchia.In particolare, per raggiungere questo scopo è fondamentale definire rapidamente un’evoluzione dei decreti ministeriali del 24 maggio e 28 giugno 2002 (“Norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione”) . Nei cinque anni che sono passati, il gas naturale ha avuto una rilevante diffusione (da circa 350 a circa 600 impianti di rifornimento) e ha mostrato di essere un carburante di tutta sicurezza. Si può pertanto esaminare la possibilità di autorizzare il rifornimento diffusione (da circa 350 a circa 600 impianti di rifornimento) e ha mostrato di essere un carburante di tutta sicurezza. Si può pertanto esaminare la possibilità di autorizzare il rifornimento self-service e di realizzare distributori multi-fuel (già utilizzati in Germania, in cui la “pistola” di rifornimento è così semplificata da funzionare come quelle benzina).
Queste sono alcune delle milestones che porterebbero il gas naturale ad essere equiparato completamente agli altri carburanti, riducendo fortemente i costi di esercizio degli impianti, rendendolo disponibile anche nelle ore di chiusura, con grandi vantaggi anche per gli utenti. In alcuni Stati europei questo è già un modo di funzionamento normale. Una riduzione dei costi operativi potrebbe inoltre essere motivo per incentivare gli operatori che vogliano investire nell’introduzione del gas naturale nei loro impianti di distribuzione, contribuendo pertanto alla diffusione della rete. Questi elementi di novità nella normativa sono vincolati, ovviamente, alla certezza della sicurezza dell’utente, che rimane la massima priorità per gli operatori della catena del gas naturale per autotrazione. Il consorzio Ngv System Italia intende portare avanti queste istanze per approfondire le specificità di questi temi per il reale sviluppo del gas naturale come alternativa ai combustibili tradizionali.
Come si sta evolvendo il consorzio da lei diretto? Quali sono gli obiettivi per i prossimi mesi?
Senza dubbio, riaprire il confronto con le autorità competenti per la revisione della norma che dia la possibilità di realizzare il self service e le stazioni multicarburante. Ritengo infatti che, in linea di principio, il futuro della distribuzione siano le stazioni multicarburante e multiprodotto: ovvero, è necessario poter offrire all’utente più servizi e la possibilità di poter scegliere qualsiasi tipo di carburante in ogni stazione di servizio e di poter fare il pieno utilizzando il sistema self service. Inoltre, ritengo sia anche importante dare spazio al “non oil”, in quanto consente di dare un servizio migliore all’utente e prospetta senza dubbio migliori introiti per i gestori delle stazioni, incentivandone l’apertura e, quindi, la diffusione della rete di distribuzione.Ancora, il Consorzio continuerà le attività di comunicazione istituzionale per far conoscere ai decisori politici i reali vantaggi che il gas naturale può dare già oggi dal punto di vista della qualita’ dell’aria nelle nostre città e per evidenziare come investire nel gas naturale, dalla diffusione del parco circolante, alla realizzare di una rete ancora più moderna ed efficace, significhi investire nel futuro prossimo e nel lungo periodo: il biogas naturale e le miscele gas naturale/idrogeno sono una possibilità che aspetta solo di essere colta.
Quali opportunità, a livello europeo, si aprono oggi per l’autotrazione a gas naturale? Quali sono i progetti più interessanti in corso?
Nella direttiva sui biocarburanti adottata nel 2003, l’Europa ha fissato come obiettivo la sostituzione con biocarburanti, entro il 2005, del 2% della benzina e del diesel utilizzati per il trasporto ed entro il 2010 del 5,75%.Nel gennaio del 2007, nell’ambito della politica energetica per l’Europa, la Commissione si è impegnata ad incoraggiare ulteriormente la produzione e l’utilizzo dei biocarburanti proponendo di fissare un obiettivo minimo obbligatorio per l’utilizzo dei biocarburanti, da raggiungere entro il 2020, pari al 10% del totale del mercato dei carburanti per veicoli. Sia la Commissione Europea, che tutte le istituzioni europee riconoscono al gas naturale un ruolo strategico nelle politiche di efficienza energetica della Comunità Europea.Tuttavia, il ricorso sempre maggiore ai biocarburanti e ad altri combustibili alternativi e rinnovabili apre orizzonti ed opportunità enormi, ma ingaggia anche delle sfide altrettanto grandi: per esempio, come ha ricordato a Bruxelles il Vice Ministro per lo Sviluppo Economico, Sergio D’Antoni, oggi, in maniera incomprensibile, il biogas naturale è considerato dall’Unione Europea come un biocombustibile solo per quanto concerne la produzione di elettricità, escludendolo di fatto tra i combustibili rinnovabili per l’autotrazione. A livello nazionale ed europeo occorre una “armonizzazione” delle politiche energetiche, in generale, con le politiche per la mobilita’ sostenibile.
Il “biogas naturale” come combustibile rinnovabile é un concetto futuribile, o una realtà?
Il biogas naturale sta assumendo un interesse crescente in virtù di due fattori: da un lato, l’elevato potenziale di riduzione dei Ghg (green house gases) e, dall’altro, l’ampia varietà di biomasse dalle quali può essere prodotto.Oltre al processo tradizionale di digestione anaerobica di sostanze organiche, l’attenzione si sta oggi spostando sugli impianti di gassificazione da biomasse (in Svezia, in particolare, costituite da residui e scarti di lavorazione del legno). Si parla, nel primo caso, di biogas naturale, nel secondo, di gas di sintesi Sng (Synthetic natural gas).Stando ad informazioni pubbliche, tali impianti trovano una sostenibilità economica dal momento che vengono finalizzati non solo alla produzione di gas naturale per trasporti, ma risultano parte integrante di nuove centrali di cogenerazione a biomassa per la contemporanea produzione di calore ed energia elettrica. In Europa, l’utilizzo del biogas naturale, o Sng, nel campo dell’autotrazione è ai primi passi, ma non mancano esempi virtuosi quali la Svezia, dove sono in funzione circa 25 impianti di produzione che forniscono una percentuale estremamente significativa di gas naturale consumato dal settore trasporti. Pari interesse è dimostrato da Olanda, Austria e Svizzera: in quest’ultima, circa un terzo del gas naturale consumato nel settore autotrazione ha origine “bio”.In Francia, un primo passo è stato fatto dalla città di Lille, dove la flotta di 300 autobus a gas naturale è alimentata con una miscela contenente il 50% di biogas naturale. Dal punto di vista distributivo, essendo il biogas naturale - una volta “purificato” - un prodotto simile al gas naturale, può essere immesso nel network di distribuzione già esistente senza ulteriori aggravi di costi. Lo scenario complessivo europeo prevede, secondo autorevoli fonti, che, per il 2010, il 14% del gas naturale impiegato nel settore trasporti abbia origine “bio” e che questa percentuale sia destinata a salire al 30% per il 2020.E i veicoli a gas naturale dotati di specifiche strategie di controllo motore in grado di adeguare le condizioni di funzionamento alla composizione del gas naturale utilizzato, che esistono gia’ in commercio, in grado di funzionare a biogas naturale o a Sng, sia esso in miscela con il gas naturale, che puro, a condizione che risponda a specifiche di prodotto definite in sede nazionale e/o internazionale.
Ingegner Ziosi, quali sono gli spazi per la ricerca per quanto riguarda i veicoli alimentati a gas naturale?
Le aziende del Consorzio NGV System Italia investono massicciamente in ricerca e sviluppo e questo giustifica il ruolo di primo piano a livello internazionale. La ricerca nel settore gas naturale per autotrazione si sviluppa a 360 gradi e concerne l’innovazione della componentistica, delle stazioni di rifornimento per fare fronte alle nuove sfide energetiche (biogas naturale e miscele gas naturale/idrogeno), l’innovazione dei veicoli OEM e delle trasformazioni in after market per migliorarne le prestazioni.
Elementi innovativi fondamentali per affrontare le cogenti e future sfide energetiche. L’industria italiana del gas naturale nei trasporti è storicamente leader mondiale del settore. Quale ruolo può svolgere NGV System Italia per mantenere e mettere a frutto tale leadership?
Il ruolo attuale di preminenza dell’industria italiana del gas naturale per autotrazione deriva storicamente dallo sviluppo che data dagli anni ’40 e che si è perfezionato fino ad oggi secondo le due categorie, della qualità e della innovazione, che oggi fanno premio in Italia e nel mondo. Si pensi, per esempio, all’introduzione dell’iniezione elettronica sui motori, o allo sviluppo di certe modalità di rifornimento molto rapido dei veicoli, o alla costruzione modulare dei compressori delle stazioni di rifornimento, o ancora all’innovazione dei sistemi di stoccaggio. Il Consorzio e le sue aziende hanno contribuito in prima persona, con i loro specialisti, all’elaborazione di parte significativa della normativa, dal Regolamento 110 per gli impianti gas naturale veicolo, alle norme ISO sui componenti, ai decreti italiani e alla normativa europea sulle stazioni di rifornimento.Per quanto concerne il futuro, è fin troppo semplice rilevare che l’industria e gli investitori hanno bisogno di certezze. Il Consorzio intende operare perché si creino condizioni stabili, in ambito italiano ed europeo, per quanto riguarda gli incentivi fiscali e normativi per il carburante gas naturale e, come accennato prima, perché venga unificata la normativa. Più in dettaglio, in sede italiana riteniamo importante che venga elaborato e condiviso uno scenario di sviluppo, nell’ambito delle indicazioni strategiche europee per la mobilità sostenibile, che porti il gas naturale ad essere un fenomeno economico a “due cifre” e che dia una base sicura di ragionamento per chi, all’interno e all’ esterno delle aziende, intende investire nel settore.Quello che auspichiamo è una sempre maggiore sinergia tra gli attori del gas naturale in Italia e le istituzioni nazionali ed europee e uno dei nostri principali obiettivi sarà di cercare di coinvolgere anche gli operatori della distribuzione del gas perché vedano, nel gas natuale per l’autotrazione, un “luogo economico” in cui investire. Investire e modernizzare la rete e la regolamentazione significherà poter offrire un servizio migliore agli utenti di veicoli a gas naturale e creare le condizioni per uscire da una nicchia che, per fortuna, diventa sempre più stretta.
Dai dati che il consorzio NGV ha a disposizione, quali sono le prospettive per l’autotrazione rispetto al mercato del gas in Italia?
Voglio riportare solo qualche cifra di confronto: il gas naturale per autotrazione venduto nel giugno 2007 è stato di 47,2 metri cubi e, rispetto ai valori dello stesso periodo dello scorso anno, vi é stato un incremento di 4,2 milioni di metri cubi.Ed ancora, le immatricolazioni dei veicoli del primo semestre del 2007 vedono i veicoli a gas naturale ragiungere quota 2% del mercato globale italiano. Rispetto agli “altri alternativi” sul mercato (elettrici ibridi 0,37% e il gpl 0,11%) ci appare un risultato decisamente indicativo!
Pubblicata su Italia Energia 2007
